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Tour Virtuale del Museo

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DAL PRA' LA VACA ALLA CALIFORNIA

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, come accadde a molte famiglie di Villatico, anche i Pozzi cominciarono a guardare verso l’America.
Martino Giacomo Pozzi e Rosa Anna Arrigoni avevano costruito la loro famiglia a Villatico, legata a Prà la Vaca. Negli anni successivi furono soprattutto i loro figli a trasformare, poco a poco, quella famiglia in
una famiglia divisa tra Colico e la California.

Martino Giacomo Pozzi 13/03/1868 - 18/11/1945 dalla fotografia della sua lapide

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 Nel 1911 Privato Pozzi lasciò Colico, raggiunse il porto francese di Le Havre e attraversò l’Atlantico a bordo della “La Lorraine”, diretto verso una nuova vita in California.
Tre anni dopo anche suo fratello Palmiro seguì quasi la stessa strada. Ancora molto giovane, lasciò Colico, passò da Le Havre e attraversò l’Atlantico anch’egli sulla "La Lorraine". La somiglianza dei due viaggi racconta bene il funzionamento dell’emigrazione di molte famiglie italiane di quegli anni. Chi partiva per primo poteva trovare lavoro e diventare un punto di riferimento per fratelli, parenti e compaesani che arrivavano dopo.
Nel 1923 fu la volta di Amatore Pozzi. Aveva ventidue anni, era muratore e partì da Genova a bordo del “Conte Verde”. La sua destinazione era Fort Bragg, in California, dove viveva già suo fratello Palmiro.
Anche la sorella Martina entrò successivamente a far parte del ramo della famiglia stabilito in California. I Pozzi facevano parte di una rete migratoria più ampia. Ermenegilda “Gilda” Pozzi, sorella di Martino, aveva sposato Pietro Canclini, e anche alcuni membri della famiglia Canclini costruirono la loro vita in California. La presenza di parenti e conoscenti italiani aiutava chi arrivava a trovare un primo punto d’appoggio in un paese lontano.

Rosa Anna Arrigoni 20/12/1870 - 26/05/1958 dalla fotografia della sua lapide

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La California settentrionale offriva lavoro e nuove possibilità. Palmiro lavorò nell’industria del legname, uno dei settori più importanti della costa di Mendocino. Amatore arrivò come muratore. Privato riuscì invece a diventare proprietario e gestore di un albergo a Fort Bragg negli anni Venti, prima di trasferirsi nella zona della Baia di San Francisco, dove continuò a lavorare nel commercio e nella distribuzione. In California si formarono anche nuovi legami familiari. Diversi matrimoni unirono i Pozzi alla famiglia Paoli, che divenne una presenza importante nella vita della famiglia in America. Insieme ai Canclini e ad altre famiglie italiane, questi rapporti contribuirono a creare una rete di parentela, amicizia e sostegno che accompagnò gli emigrati e le generazioni successive. Con il passare del tempo cambiarono anche le possibilità. La prima generazione costruì la propria vita nel legname, nell’edilizia, nell’ospitalità, nei magazzini e nel commercio. Tra i figli, i nipoti e le generazioni successive troviamo commercianti e imprenditori, medici, professori, sviluppatori, professionisti della tecnologia e del marketing. La distanza, però, non cancellò Villatico. Lettere continuarono a viaggiare tra l'Italia e la California. Tra quelle conservate dalla famiglia c'è una lettera del 1919 inviata a Privato da Gervaso Canclini, un parente la cui vita era stata profondamente segnata dalla Prima Guerra Mondiale. Fotografie, lettere, racconti e visite continuarono a mantenere vivo il ricordo della famiglia rimasta in Italia e di Prà la Vaca. Non tutti i Pozzi lasciarono Colico. Una parte della famiglia rimase a Villatico mentre altri rami costruivano la loro vita in America. 

Lettera scritta nel 1919 da Gervaso Canclini a Privato Pozzi nella quale racconte le conseguenza di una ferita subita durante la Prima Guerra mondiale

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Il legame tra i due luoghi, quindi, non scomparve mai completamente.
Una parte importante di questa memoria è stata conservata anche dai discendenti. Larry Spini, discendente di Gilda Pozzi e Pietro Canclini, ha raccolto e condiviso fotografie, racconti e informazioni sulla famiglia e su Prà la Vaca. Il suo contributo ha permesso di conservare ricordi e collegamenti che difficilmente sarebbero emersi soltanto dai documenti ufficiali.
Più di un secolo dopo le prime partenze, la storia ha iniziato a muoversi anche nella direzione opposta.
Chris Pozzi, pronipote di Privato, si interessava alla genealogia familiare già da molti anni. All’inizio era soprattutto un hobby e un interesse personale, un modo per conoscere meglio la storia della propria famiglia. Quel lavoro acquistò un nuovo significato quando Chris iniziò il percorso per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana per discendenza. La necessità di documentare la linea familiare lo portò più profondamente nei registri italiani e nella storia delle persone che vi comparivano.

Privato Pietro Pozzi con la moglie Irma Paoli Pozzi. 

Fotografia d'epoca successivamente colorizzata.

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Da lì la ricerca si allargò alla storia di Villatico, all’emigrazione e alla vita quotidiana delle generazioni che avevano preceduto la partenza per l’America.
Nel 2026 Chris fu formalmente riconosciuto cittadino italiano.
A quel punto l’Italia non era più soltanto il luogo da cui provenivano gli antenati. La genealogia aveva aperto una porta verso la lingua, la cultura e la storia del territorio. In questo percorso hanno assunto un ruolo importante anche i musei locali, i ricercatori e le persone che lavorano per conservare la memoria di Colico e Villatico. Il loro lavoro permette non soltanto di ricostruire i nomi di una famiglia, ma di capire il paese, il lavoro, le tradizioni e la vita quotidiana delle persone che quei nomi rappresentavano. Oggi Chris sta imparando l’italiano, approfondendo la storia e la cultura di Colico e Villatico e creando nuovi rapporti con le persone che custodiscono questa memoria sul territorio. All’inizio la domanda era: da dove veniamo? Oggi se ne è aggiunta un’altra: che rapporto possiamo avere con questo luogo adesso? Più di cento anni fa i figli di Martino e Rosa guardarono verso la California alla ricerca di nuove possibilità. Oggi uno dei loro discendenti guarda nella direzione opposta, verso Villatico, cercando non soltanto di conoscere il passato, ma anche di capire se l’Italia possa tornare ad avere un ruolo nella vita della famiglia attraverso la lingua, le relazioni, il lavoro e forse, un giorno, anche la vita quotidiana.
La storia tra Villatico e la California continua ancora.

Privato Pietro Pozzi con la moglie Irma Paoli Pozzi, nata in California da genitori italiani, e i loro due figli, anch'essi nati negli Stati Uniti

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